Editoriale L'Idea N.66
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EDITORIALE L'Idea N.66.


Ricevo puntualmente “La Sveglia”, periodico di Mola di Bari; ne ammiro la stesura, il contenuto e tutto il resto che si può apprezzare in un giornale paesano.

È il giorno prima della domenica delle Palme, ritiro dalla casella postale “La Sveglia” numero 35 (febbraio 1997) e, come sono solito fare, do uno sguardo al sommario della rivista, non riesco a leggerlo tutto... un titolo mi blocca: “MOLA; MADRE ASSASSINA!”.

In men che non si dica ho letto le cinque pagine che riportano l’articolo, scritto da Nino Acquaviva, sono rimasto esterrefatto, stupito, mi è sembrato di ascoltare un avvocato dell’accusa mentre in tribunale si scaglia contro il presunto colpevole. MOLA: ASSASSINA!

Sono d’accordo col Sig. Acquaviva su quello che dice, capisco i sentimenti di chi vede un amico partire per l’estero, comprendo la rabbia di chi sa di poter realizzare opere culturali per il proprio paese, ma gli viene impedito. MOLA; ASSASSINA! No!!
Mola non è una madre assassina.
Nel maggio del ‘72 lasciai la mia Mola per avventurarmi in questa terra splendida “l’AMERICA”, ma voglio immensamente bene alla mia Mola, e quando posso ritorno per ringraziarla d’avermi permesso di nascere in Lei, proprio come una mamma.
Non inveisco contro di Lei, non l’accuso d’avermi costretto a lasciarla, la rispetto per quello che ha invece fatto e continua a fare per tutti coloro che sono rimasti... i miei fratelli.

Certo, mi rammarico per quello che si potrebbe realizzare e che invece non si fa, ma per carità, non è colpa di Mola, semmai ci sarebbero da chiamare in causa alcuni amministratori farabutti del passato che hanno pensato a riempirsi le proprie tasche, lasciando Mola alla deriva. Quello che è ancor peggio è che questi amministratori a senso unico, venivano rieletti puntualmente anno dopo anno, e da chi?

Quindi, miei cari fratelli residenti a Mola, la nostra Mola non è una MADRE ASSASSINA, ma come in tutti i greggi c’è la pecora nera, anche a Mola c’è qualcuno che ha la tendenza a distruggere. È compito vostro individuare e sradicare quest’erba maligna.

Noi emigranti amiamo la nostra Mola, la sua terra, il suo mare e tutto quello che abbiamo lasciato il giorno che per la prima volta siamo partiti. Per questo ritorniamo, per questo in ogni casa molese all’estero si trova immancabilmente una foto di Mola.

Il Sig. Acquaviva ha fatto bene a menzionare tutti quegli “UOMINI, AVVENIMENTI ed OCCASIONI” che hanno attraversato il nostro paese, ma si è scagliato contro la nostra Mola, incolpevole di quello che accade in sé, lasciando fuori i nomi di quei farabutti che, pensando esclusivamente ai propri interessi, hanno invece distrutto coloro che volevano portare Mola a livelli di prim’ordine.