Editoriale L'Idea N.63
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EDITORIALE L'Idea N.63.


MALIGNI, bisogna essere proprio MALIGNI per ridere e gioire dei problemi altrui.

Ho ritenuto necessario dedicare questo mio editoriale ad un problema che da un po’ di tempo travaglia le notti di alcuni nostri soci. Non è bello sentirsi dire “SIETE IN MEZZO AD UNA STRADA”, o “ STATE PER MORIRE” oppure “NON ASPETTO ALTRO CHE LA VOSTRA CHIUSURA”. Persone che pensano o dicono certe cose, dimostrano di non possedere una coscienza e certamente non danno un buon esempio ai più giovani.
La nostra comunità attraversa un periodo non certo facile; la sete del potere è insaziabile e per ottenerlo si fa di tutto, si può anche ammazzare il proprio fratello, o sperare nella chiusura di una Associazione che svolge disinteressatamente attività culturali. MA E’ GIUSTO?
Il Circolo Culturale di Mola ha chiuso la sua sede ufficiale. Ciò non significa che sia “IN MEZZO AD UNA STRADA”. Questa decisione, maturata nel tempo, ha certamente sorpreso, ma se consideriamo i perché, ci accorgiamo di aver fatto una scelta giusta. Premettendo che tutte le attività maggiori non possono essere compiute nella sede sociale, la stessa assorbiva, per il suo mantenimento, oltre i $10,000 all’anno, una cifra enorme.

Le esigenze della nostra comunità non richiedono più il mantenimento di un locale. Questo era necessario, e anche giusto, venti o trenta anni fa. Oggi, con i mezzi di comunicazione e divertimento che ognuno di noi possiede in casa, al “Club” non ci va più nessuno.

Il Circolo Culturale non ha mai navigato in un mare di agiatezza economico e questo per alcune scelte fatte coscienziosamente dalla nostra Società che impone ai suoi dirigenti di non accettare nessun compromesso col fine di ottenere somme di danaro per la Società o favori personali e di rimettere tutte le donazioni che voi lettori ci inviate nella comunità, tramite le tante attività culturali che svolgiamo. Certamente non tutti i dirigenti nel passato hanno rispettato queste regole, ma hanno subito, come conseguenza, l’espulsione dal Circolo. Questo stesso giornale a volte è stato sotto pressione da parte di qualcuno che voleva DETTARE gli articoli, offrendo grosse cifre di denaro, ma sia io che i Direttori del passato non abbiamo mai ceduto a questi ricatti. Il Circolo Culturale non ha alcun interesse ad accumulare capitali in banca, che porterebbero prima o poi ad inevitabili discussioni interne. Il nostro interesse è solo ed esclusivamente quello di divulgare sempre più la nostra cultura, storia e tradizione, onde non farle morire, e nel limite possibile aiutare la nostra comunità, e per fare questo non è assolutamente necessaria una sede, anche se farebbe comodo. Il nostro concetto di sede è inteso come ufficio al servizio di tutti e non come un abituale ritrovo di pochi soci che, non avendo niente da fare a casa, si ritrovano con gli amici per pettegolare.

L’invidia e la gelosia di non poter neanche lontanamente accostarsi alla qualità e al successo delle attività del nostro Circolo, ha fatto nascere nella mente di questi “MALIGNI” la speranza che con la chiusura della sede sociale, avvenisse anche l’estinzione delle attività. Poveri illusi, la nostra forza ci viene dalla volontà e fermezza con cui crediamo in quello che facciamo e dal sostegno che riceviamo dai nostri lettori, ed anche se è vero che la speranza “MALIGNA” è dura a morire, mi permetto di affermare che la nostra volontà “COSTRUTTIVA” sarà l’ultima a morire.

La colonia molese e pugliese è sparsa in tutti gli Stati Uniti; l’unico mezzo esistente che ci permette di essere uniti anche nelle grandi distanze è l’IDEA. L’IDEA è più di dieci sedi messe insieme; l’IDEA è il fulcro intorno al quale tutti noi giriamo; l’IDEA è il nostro punto di riferimento, il nostro punto d’appoggio. Non vorrei anticipare i tempi, ma stiamo preparando un’altra grossa sorpresa, un miglioramento che ci porterà su scala mondiale, e per far questo la sede non è assolutamente necessaria, ci basta la nostra buona volontà e il vostro aiuto.