EDITORIALE 61
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EDITORIALE L'Idea N.61.

Questo editoriale lo scrivo rimettendomi o più semplicemente rispondendo alla lettera ricevuta in redazione ed indirizzata alla nostra comunità che il sig. Natale Rotondi ha voluto rendere pubblica.
Conosco l’amico Rotondi da circa 25 anni, da che ci invoglio’ ad organizzare attivita’ culturali per salvaguardare la nostra cultura e tralasciare il passatempo del gioco delle carte che più di quello non é. Lo ringrazio per i suoi elogi alla mia persona, e rimetto parte di questi elogi ai miei collaboratori, perché anche se é vero che da anni mi batto per la comunità molese e pugliese d’America, é altrettanto vero che volta per volta sono stato affiancato da altre persone che hanno dato il massimo per l’attivita’ che si svolgeva al momento.
La pena maggiore della nostra comunità e che non abbiamo consistenza, ci fermiamo davanti al primo ostacolo oppure cerchiamo il compromesso pur di ottenere qualcosa di personale in cambio.
RESA, ma che cosa é? Non conosco il significato di questa parola; e non penso di stare a combattere una battaglia ne’ tanto meno una guerra. Quello che io e il Circolo Culturale di Mola facciamo non é altro che una missione. Qualcuno deve pur farlo e noi ci riteniamo fortunati di essere i prescelti.

Il sig. Rotondi elogia questo giornale, lo ringrazio anche per questo. L’IDEA, ormai, con le sue 2,000 copie stampate e una distribuzione oltre che negli Stati Uniti, in Canada e in Italia, é l’orgoglio di noi molesi e pugliesi. I clubs o questi piccoli centri di riunione, fanno la felicita’ di chi giorno dopo giorno, i soliti dieci, si riuniscono per giocare a carte.
La rivista l’IDEA fa’ la felicita’ di migliaia di persone sparse nel mondo. L’IDEA é l’immagine di un popolo che anno dopo anno, sacrificio dopo sacrificio, un giorno non lontano sara’ rispettato e perché no anche temuto dagli altri. Il Sig. Rotondi menziona l’esistenza di persone che vorrebbero la morte di questo giornale, ebbene si, devo ammettere che queste persone esistono, come in tutti i greggi, anche fra noi c’e’ la solita pecora nera, questo voler distruggere invece di costruire, é semplice ignoranza che non merita neanche di essere presa in considerazione.

>Certo che io ho bisogno d’aiuto, ma più che la mia persona, é la nostra comunità che chiede questo aiuto. Non tanto per noi, ormai siamo tutti ben sistemati, ma per l’avvenire dei nostri figli che é ancora incerto e una comunità ben unita e potente potrebbe anche agevolare i nostri discendenti.

Non si preoccupi sig. Rotondi, il Circolo Culturale di Mola é un club abbastanza giovane, gli alti e bassi sono comprensibili, ma come lei stesso ha detto noi quell’entusiasmo l’ho abbiamo ancora e continueremo a metterlo al servizio della nostra comunità. Grazie sig. Rotondi.