EDITORIALE IDEA 59
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EDITORIALE L'Idea N.59.

In questo mio editoriale voglio mettere in risalto alcuni punti di vitale importanza per chi come noi del Circolo Culturale, si sforza per creare e realizzare attivita’ comunitarie.
Siamo tutti consapevoli di quanto sia difficile accontentare tutti, ma quello che e’ piu’ difficoltoso e’ capire che non si puo’ essere accontentati sempre. Trent’anni fa’ era in voga una canzone che si addice perfettamente a questo mio discorso, in essa era riportata una frase “BISOGNA SAPER PERDERE” che purtroppo non tutti hanno assimilato. Dobbiamo convincerci che quando si partecipa ad una attivita’ o manifestazione comunitaria, in particolar modo se questa e’ anche competizione, non si possono pretendere favori personali per far si di avvantaggiare un concorrente rispetto agli altri.
Il tutto deve essere fatto con lealta’ ed onesta’. Credete a me, tutti i dirigenti dei Circoli molesi agiscono in questa direzione, probabilmente commettono qualche errore, ma chi non ne fa’? La critica sta bene ed e’ necessaria che ci sia. Fatta nel modo giusto aiuta a migliorare l’attivita’, i commenti costruttivi portano agli organizzatori di tale attivita’ la voce di chi sta al difuori ma che ci tiene al progresso della sua gente. La critica fatta con malignita’ non fa altro che distruggere il progresso comunitario e naturalmente la persona che l’ha fatta e’ la prima a pagarne le conseguenze.

La comunita’ molese a New York e’ forse la piu’ grande fra le comunita’ di altri paesi italiani, un sondaggio fatto alcuni anni addietro riportava una cifra di circa venti-mila molesi fra nativi di Mola e prima generazione americana. Abbiamo ben cinque societa’ che si sforzano di mantenere viva la nostra cultura, e noi con le nostre insinuazioni e gelosie non facciamo altro che rendere la loro vita piu’ difficile; dovremmo invece stringerci attorno a loro con dimostrazioni di solidarieta’.

La colonia molese a New York realizza annualmente tante attivita’ da fare invidia a chiunque, il nostro bagaglio sociale e culturale e’ ai primi posti della graduatoria (solo gli Ebrei ci superano), nonostante questo non ci si riesce ad imporsi definitivamente, ma il male non lo si deve cercare all’esterno bensi fra noi. E’ necessario individuare la “pecora nera” e allontanarla dal gregge.
Questa mia autocritica non intende in alcun modo detronizzare quanto di buono c’e’ fra i molesi, riconosco che la maggioranza di noi e’ orgogliosa d’appartenere ad una cosi’ grande e prolifica comunita’ ma non basta; e’ necessario partecipare attivamente ai programmi, incoraggiare chi organizza, in altre parole, vivere nella comunita’.
Per chi come voi lettori dell’Idea, che mi conoscete tramite i miei articoli o le attivita’ che il Circolo Culturale svolge, sa che sono obbiettivo nel dire e nel fare, questo articolo puo’ sembrare un po troppo severo nei confronti di noi molesi ma mette a nudo una verita’ che dobbiamo riconoscere, non possiamo continuare a nasconderci dietro false verita’ (FACCE LAVATE) abbiamo l’obbligo di riconoscere i nostri difetti prima di apprezzare i nostri pregi.

Concludo invitando tutti a essere piu’ umili e sopratutto riconoscere i meriti altrui.

Nello scorso numero dell’Idea avevo annunciato un cambio al vertice del C.C.M., il cambio era anche avvenuto, ma per ovviare ad alcuni problemi di natura tecnica mi e’ stata affidata di nuovo la presidenza fino al Marzo del 96. Ringrazio i soci del Circolo per la fiducia che ripongono in me ricordando a tutti che per realizzare qualsiasi programma, e’ necessario credere fermamente nello stesso.